L’etica del camminare

Cultura Montes

Il camminare non è solo un’attività fisica dalla valenza ricreativa ed estetica. Il viandante è animato pure da una tensione etica.
Misurando il mondo con i suoi passi, chi cammina si inscrive nella dimora terrestre e disegna lo spazio dell’incontro con l’altro.
Intraprendere un cammino significa anche ripercorrere i passi delle generazioni passate e così stringere un’alleanza, un patto di solidarietà che attraversa il tempo.
E talvolta l’etica del camminare può essere scandita dal passo del testimone, di chi, prendendo la via, intende misurare i limiti della condizione umana, facendone esperienza nel proprio corpo e avviandosi verso l’estremo.
Muovendosi in questa scia, questo “Pensieri viandanti” coinvolge scrittori, poeti, filosofi, antropologi geografi, prestando particolare interesse al modo in cui la letteratura e la filosofia, dando conto dell’esperienza del cammino, possono esprimere un diverso rapporto etico con il mondo.
Questo breve testo è il sunto degli interventi di coloro che hanno partecipato alla seconda edizione del festival nazionale del camminare, il primo nel suo genere.
PassoParola, cosi si chiama la manifestazione è stata ideata dalla Provincia di Parma per rendere omaggio alla cultura del cammino, per celebrarla ed esplorarla in tutti i suoi risvolti.
Un modo per promuovere un approccio diverso alla realtà che ci circonda, più rispettoso e più empatico, perché camminando ci muoviamo, andiamo, viaggiamo senza imporre i nostri tempi e i nostri spazi, ma al contrario riscoprendo quelli dettati dalla natura.
Con una presentazione simile, scritta dal curatore del libro Italo Testa, mi pare che sia un libro di quelli che non possono mancare nelle librerie di coloro che hanno il camminare nel sangue.


copj170.asp