Don Lorenzo Milani e il paesaggio

Cultura Montes


Don Lorenzo Milani e il paesaggio
“Salviamo i bambini dalla prigione delle nostre aule”
“Infanzia: dobbiamo far uscire i nostri ragazzini dalle classi, abbattere le mura dei nsotri istituti. C’è un’urgenza: dobbiamo tornare a farli correre, saltare, giocare, in mezzo a un campo, nei giardini delle nostre scuole. Far loro respirare l’aria. Portarli a vedere un fiume o educarli a girare una città prendendo la metropolitana o il treno. Abbiamo bisogno di tornare a sporcarci le mani, a usarle per digitare sulla tastiera del tablet e per toccare la terra, le foglie, gli alberi, le lumache.” Don Lorenzo
Milani, profeta del nostro tempo, già sessant’anni fa, faceva lezione sotto un albero e aveva accanto alla canonica una piscina per i ragazzi. Le immagini della scuola di Barbiana fotografano don Milani che passeggia tra i boschi con i bambini; ragazzi impegnati a costruire una libreria, intenti a dipingere sul sagrato della canonica.

E’ proprio dall’osservazione della natura e del paesaggio che si può partire per “fare scuola e ricucire le materie” poiché Il concetto stesso di paesaggio ( un sistema di relazioni tra fattori naturali e umani) ben si presta come base per una didattica fondata sull’interdisciplinarietà. Sono presenti molti comuni denominatori tra i contenuti della Convenzione Europea del paesaggio e la didattica milaniana, in particolare proviamo a riassumerne alcuni:

  • Il paesaggio è un BENE COMUNE come l’aria e l’acqua parchè rappresenta un patrimonio di cultura e di memoria collettiva a disposizione di tutti: anche la Costituzione italiana, nell’articolo 9 recita: “Lo Stato tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.”
  • Per il suo governo richiede un processo di partecipazione da parte degli abitanti come indicato dalla Convenzione Europea del Paesaggio, secondo il principio della cittadinanza attiva.
  • Bisogna prendersi cura del paesaggio poichè le sue trasformazioni devono convergere verso un miglioramento della sua qualità. Ogni cittadino infatti ha il diritto di vivere in un paesaggio che lo rappresenti e nel quale si possa identificare.
  • Tutto è paesaggio; esso è un libro aperto da esplorare e da cui prendere spunto per affrontare qualunque materia scolastica, ricercarne la verità, andando fino alle radici della conoscenza

Da “Esperienze Pastorali”

  • “La nostra proposta più moderata sarebbe piuttosto una legge così redatta:
  • «Art. 1 – La terra appartiene a chi ha il coraggio di coltivarla.
  • «Art. 2 – Le case coloniche appartengono a chi ha il coraggio di starci.
  • «Art. 3 – Il bestiame appartiene a chi ha il coraggio di ripulirgli ogni giorno la stalla.
  • «Art. 4 – I boschi appartengono a chi ha il coraggio di vivere in montagna.
  • È nostra opinione però che una così tardiva giustizia non basterebbe a fermare l’esodo.
  • Bisogna ricuperare anche tutte le ricchezze che per secoli son partite dalla terra verso i salotti cittadini (e dire che l’Art. 43 della Costituzione vorrebbe invece indennizzare i salotti!).
  • Rendere queste ricchezze ai loro veri proprietari, trasformarle in bagni, sciacquoni, scuole, strade, trattori, canali.
  • Bisogna buttare tutte queste cose ai piedi dei contadini, supplicarli di perdonarci e di fermarsi.
  • Ma anche per questo è già tardi”.

    Quello citato sopra è solamente un piccolo saggio della produzione letteraria del “Priore di Barbiana”. Nel caso di questo autore particolarissimo, e a me tanto caro, non voglio aggiungere altro, bensì lasciare alla  sensibilità di ognuno di noi l’eventuale scelta di intraprendere una lettura delle sue opere.